giovedì 13 settembre 2018

La casa sul mare (parte seconda)

Roberto inspirò il profumo dei suoi umori e Annabella socchiuse gli occhi nell'attesa di sentire la sua lingua su e dentro di sé. Sentiva il naso che le premeva sul clitoride e che, con movimenti lentissimi, lo stuzzicava. Era una piacevolissima tortura ed i suoi umori iniziarono a gocciolare con più frequenza.
Roberto si scostò lievemente e guardò, prima la figa, e poi, lei.
- "Ti prego..."
-"Shh! Non ti ho autorizzato a parlare!", si alzò, raccolse un tovagliolo rimasto sul tavolo e la imbavagliò.
- "Bene. Ora va meglio! Vediamo se con questo parlerai!"
Si riposizionò davanti e si chinò. Stavolta la prese in bocca con passione. La leccò avidamente e le insinuò la lingua profondamente dentro di lei. La sentiva agitarsi e muoversi a tempo con la sua lingua. Era vicino al farla godere e si fermò. Leccandosi le labbra, le tolse il bavaglio e le disse:
- "Voglio sentire le tue suppliche e le urla di piacere.", e lei fece cenno di sì con la testa. Aveva il viso arrossato dal piacere e gli occhi che brillavano.
Le prese le caviglie, le allungò le gambe aprendogliele, appoggiò la cappella sul clitoride e si mosse strofinando su di esso. La sentì gemere forte, si spostò e la penetrò senza difficoltà. Si mosse molto lentamente gustandosi quel momento. Annabella emise un suono soffocato e capì che stava per raggiungere l'orgasmo. Si mosse più velocemente affondando completamente dentro di lei, incitandola:
- "Forza piccola, vieni. Godi per me! Urla! Fammi sentire il tuo piacere!", lei gettò la testa indietro e urlò il suo nome.
Si mosse a tempo con lei finché non si placarono i suoi spasmi. Uscì, si masturbò e venne, spruzzandola, sulla pancia. Annabella sollevò leggermente la testa sorridendogli maliziosa.
- "Per favore, liberami i polsi: desidero bere il tuo sperma"
- "No ragazza, ti aiuterò io a farlo."
Raccolse con le dita tutte le gocce e le portò alla sua bocca. Le leccò una per una, pulendole e lasciandole umide di saliva. 
Roberto intanto aveva socchiuso gli occhi e si stava godendo quella vista: era il mix perfetto di innocenza, erotismo e sesso. E lei non ne era pienamente consapevole, non del tutto, e non ancora.
Si inclinò leggermente su di lei e baciandola con dolcezza, l'abbracciò stringendola sul suo petto.
- "Roberto, grazie."
- "Shhh, piccola."
La prese in braccio e la portò in bagno. Si guardò intorno e trovò una sedia su cui adagiarla. Fece scorrere l'acqua nella vasca, vi unì il bagnoschiuma e aspettò che fu abbastanza piena. Quando fu soddisfatto, la prese di nuovo in braccio e la fece immergere.
- "Sei stanca e hai bisogno di un bel bagno caldo. Adesso lascerai che io ti lava e poi fili a letto.", il suo tono era tra l'autoritario e il dolce, e Annabella non protestò. Si lasciò lavare, rilassandosi. Ma non le sfuggì che lui si stava eccitando nuovamente, e sorrise maliziosa.
- "E no, signorina. Per stasera basta così!", ma rise pure lui.
L'asciugò, le pettinò i capelli e la portò in camera da letto. La stese sulle lenzuola e si sedette accanto a lei. Si guardarono per un po' cercando di cogliere un qualche segno di pentimento, ma non ve ne lessero.
- "Annabella, credo sia meglio che vada...", ma non era convinto di voler andare via.
- "Ti prego, resta con me stanotte.", lo spiazzò lei.
- "Vado a farmi una doccia.", le sorrise e si chinò a baciarle la fronte. Lei socchiuse gli occhi ispirando il suo profumo.
Quando tornò, stava già dormendo. Girò intorno al letto e le si sdraiò accanto stando attento a non disturbarla. Si girò in modo che poteva guardarla e rimase così finché non cadde addormentato.
Si svegliò all'alba. I raggi del sole filtravano dalla pesante tenda color verde menta che si abbinava perfettamente con l'arredamento. 
"Annabella ha buongusto. Semplice ed essenziale ma curato nei dettagli. Dettagli che la rispecchiano.", pensò.
Annabella farfugliò qualcosa nel sonno e si girò sul fianco mostrandogli la schiena.


(Fine Seconda Parte)



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